CAPOEIRA
Originata circa 500
anni fa, la Capoeira è una forma di autodifesa espressa in forma di danza. E'
nata in Brasile fra le comunità di schiavi neri costretti a lavorare nelle
piantagioni di canna da zucchero. Incatenati ai polsi nelle loro capanne essi
inventarono una lotta, (particolarmente incentrata sulla forza e l'agilità
delle gambe che vengono, in certi movimenti, come "lanciate" e fatte
roteare nell'aria), per difendersi dai soprusi dei padroni e per fuggire verso
la libertà. Gli elementi di danza (samba) e musica (percussioni e birimbao)
contenuti nella Capoeira, vengono inseriti dagli schiavi probabilmente per
mascherare le proprie intenzioni, ma sono tutt'oggi parte integrante della
disciplina. Dopo aver formato un cerchio (la roda) in cui tutti suonano e
cantano col Birimbao (tipico strumento a corde), si dà inizio al confronto
(chiamato "gioco") tra i primi due lottatori-danzatori.
Le piantagioni di
canna da zucchero, di cotone, di caffè e di tabacco, erano enormi e l'esigenza
di manodopera era un dato di fatto, così "l'unico" rimedio per la
soluzione del problema i portoghesi lo trovarono con l'importazione e
schiavizzazione dei neri africani. Un dubbio, dice Waldeloir Rêgo - il più
famoso conoscitore della capoeira - rimane ancora insoluto: quando arrivarono i
primi schiavi? Venivano dall'Angola? Portarono di là la capoeira o la
inventarono in Brasile? Poche sono le informazioni storiche precise, così come
sono deficitarie tutte quelle che riguardano gli strumenti e la musica in
Brasile tra il XVI e il XVII secolo. Infelicemente, continua a raccontare
Waldeloir Rêgo, il Consigliere Ruy Barbosa ci rese un cattivissimo servizio,
facendo distruggere tutta la documentazione che si riferiva alla schiavitù nera
in Brasile. Lo fece quando era Ministro delle Finanze nel governo discrezionale
del generale Déodoro da Fonseca. Era il 15 dicembre del 1890.
Mestre Pastinha
d'accordo con la versione più popolare diceva:
"i negri
africani, nel Brasile coloniale, erano schiavi e in quella condizione tanto
disumana non era consentito loro ne' l'uso di qualsiasi specie di arma ne' la
pratica di mezzi di difesa personale. Fu così che si vide in tale circostanza
la capoeira, impedita nel suo sviluppo, praticata di nascosto o mascherata
cautamente con danza e musica della terra natale".
Cos'è in sostanza
la capoeira? E' un mezzo di difesa e di attacco che possiede grandi risorse,
grazie alla forza muscolare, flessibilità delle articolazioni e straordinaria
rapidità dei movimenti. Tanto nella difesa, come nell'attacco, impiega le mani,
i piedi e la testa. I colpi pericolosi sono sferrati con i piedi e possono
essere mortali. Nelle dimostrazioni, la capoeira assomiglia a una graziosa
danza, dove il dondolamento malizioso mostra la straordinaria flessibilità dei
capoeristi. Tanto per cambiare anche l'origine del nome capoeira non è del
tutto certa e priva di polemiche.
Caà-puêra in
lingua tupi sta ad indicare boscaglia (caà) che finì di esistere (puêra).
Molto più veritiera sembra essere la parola sempre tupi co-puêra, vale a dire
campagna (co) abbandonata; la stessa campagna (roça) che una volta lasciata al
suo destino si riempie di vegetazione spontanea e si trasforma in boscaglia (mato).
L'incontro di razze e le problematiche linguistiche hanno fatto il resto, per
esempio trasformando la o in a.
La capoeira nel XIX
secolo ebbe un periodo piuttosto travagliato, diventò un "caso de Policia"
- caso di Polizia -, soprattutto a Rio de Janeiro, Salvador-Bahia e a Recife. In
quel tempo molti capoeiras erano motivo di terrore, molti di loro erano schedati
negli archivi della Polizia. Erano individui dal brutto carattere che
utilizzavano la capoeira per dare sfogo all'istinto aggressivo. Erano veri
professionisti del crimine ed è proprio in questo periodo che il nome capoeira
venne associato a quelli di provocatore e delinquente. Iniziò così un lungo
periodo di repressione da parte della Polizia che durò fino alla fine del XIX
secolo.
Il capoeira (capoerista)
si distingueva facilmente per il suo modo di vestire e per come si atteggiava.
Melo Morais Junior descriveva così il capoeira di Rio de Janeiro: "calzoni
ampi, giacca a sacco sbottonata, camicia colorata, cravatta di panno con anello
scorrevole, corpetto a fascia, scarpette a punta stretta, cappello di feltro. Il
suo incedere è sciolto ed oscillante e nella conversazione coi compagni o con
gli estranei mantiene le distanze, quasi fosse sempre in posizione di
difesa" Il cappello di feltro poteva diventare, in assenza di armi, uno
strumento di difesa (schiacciato longitudinalmente). Ma i capoeiras si servivano
anche di bastoni o di lametta da rasoi che trattenuta tra alluce e il primo
dito, diventava un'arma pericolosissima. Prima che si incominciassero a formare
le prime scuole (Academiàs), inizio XX secolo, i punti di incontro dei
capoeiras erano luoghi dove gli scaricatori aspettavano un impiego.
Esiste oggi in tutte
le parti del Brasile, un numero molto grande di maestri di capoeira. Quelli più
famosi sono: Mestre Pastinha, Mestre Bimba, Mestre Waldemar, Mestre Canjiquinha,
Mestre Caiçara, Mestre Joao Pequeno, Mestre Joao Grande e Mestre Eziquiel.
MESTRE BIMBA

(Manuel dos Reis
Machado), nato a Salvador-Bahia il 23 novembre del 1900, in Rua do Engenho Velho,
nella parrocchia del quartiere di Brotas. Il padre, Luìs Cândido Machado, fu
campione di batuques (batuque o batuque-boi, ormai in estinzione, è una
variante della capoeira vera e propria per il fatto che i suoi colpi vengono
assestati esclusivamente con le gambe; tutta l'attenzione dei lottatori si
concentra nello stare in piedi, poichè chi cade viene dichiarato perdente).
Questa variante deve essere tanto vecchia quanto l'altra che ha avuto maggior
sviluppo e diffusione (O. Alvarenga). Mestre Bimba iniziò ad apprendere la
capoeira da un maestro africano di nome Bentinho. Capitano di Navigazione
bahiana, nel 1932 a Bahia, proprio nella via dove nacque, fondò la prima Academìa
di capoeira, creando un metodo proprio conosciuto come Capoeira Regional.
MESTRE PASTINHA

(Vicente Ferreira
Pastinha) è nato a Salvador-Bahia il 5 di aprile del 1889. A 10 anni iniziò ad
apprendere la capoeira con il Mestre Benedito, un negro naturale venuto
dall'Angola. Nel 1941 aprì la sua scuola "O Centro Esportivo de Capoeira
Angola", nel quartiere del Pelourinho. E' riconosciuto come il legittimo
rappresentante della capoeira Angola, dal momento che egli trasmise il suo
insegnamento con la purezza iniziale, fedele a quella trasmessa dal suo maestro
africano, senza introdurvi mai altri metodi di lotta. Scrisse il primo libro
sulla Capoeira Angola nel 1964.